Da quando Jacko ci ha lasciato, parlarne male è diventato il rituale preferito di tutti quelli divorati dall’ansia di dimostrare che loro ascoltano roba molto più figa, intelligente e impegnata. Popular Music and Society – rivista di studi accademici sulla popular music collegata allo IASPM – ha da poco lanciato un’iniziativa che promette di essere decisamente più interessante.
Michael Jackson: Musical Subjectivities è il titolo di un’edizione speciale della rivista – per la redazione della quale è stata lanciata una call for submissions – che si propone di analizzare la costruzione delle soggettività nella musica di Jackson con particolare attenzione per gli aspetti di genere, sessualità, età, disabilità e razza. Oggetto della ricerca sono i modi in cui i diversi elementi delle sue pratiche espressive (vocalità, groove, invenzioni ritmiche, brani, album, caratteristiche della produzione discografica, uso delle tecnologie, modalità performative, etc.) concorrono a formarne le molteplici soggettività – spesso spettacolarizzate – e a formare quelle dei suoi ascoltatori. L’intento è quello di interrogare la miriade di modi in cui nei lavori di Jackson la soggettività è costruita attraverso l’esplorazione di aspetti quali le narrative riguardanti desiderio, cura, redenzione, rabbia, violenza, celebrità, il coinvolgimento con le politiche mondiali, la beneficenza, il corpo spettacolare in esibizione, la malattia e il suo impatto sulla performance, le tematiche della freakishness e del fantastico, la sfida alle costruzioni egemoniche di razza, mascolinità, sessualità e genere e altri ancora.
Si richiede espressamente che gli articoli siano incentrati sullo studio diretto della musica e del suono in rapporto con testo, immagine e danza. Alla base della ricerca è infatti l’idea che se la complessità, l’ambiguità e l’irriducibilità delle soggettività di Jackson sono state già ampiamente trattate dai mass media, pochissimi studi sono stati invece intrapresi allo scopo di comprendere tali fenomeni, e nessuno di questi ha preso in considerazione la musica in modo specifico. L’iniziativa in questione si propone dunque di colmare detta lacuna attraverso un’esame approfondito dell’input creativo di Jackson, con particolare riguardo al suono e alla musica. La deadline per la presentazione dei lavori è fissata per settembre 2010.
grassie maigol jegson!
grazie a te laura, per la tua verissima spontaneità così vera…
Da quando Jacko ci ha lasciato, parlarne male è diventato il rituale preferito di tutti quelli divorati dall’ansia di dimostrare che loro ascoltano roba molto più figa, intelligente e impegnata. Popular Music and Society – rivista di studi accademici sulla popular music collegata allo IASPM – ha da poco lanciato un’iniziativa che promette di essere decisamente più interessante.
Michael Jackson: Musical Subjectivities è il titolo di un’edizione speciale della rivista – per la redazione della quale è stata lanciata una call for submissions – che si propone di analizzare la costruzione delle soggettività nella musica di Jackson con particolare attenzione per gli aspetti di genere, sessualità, età, disabilità e razza. Oggetto della ricerca sono i modi in cui i diversi elementi delle sue pratiche espressive (vocalità, groove, invenzioni ritmiche, brani, album, caratteristiche della produzione discografica, uso delle tecnologie, modalità performative, etc.) concorrono a formarne le molteplici soggettività – spesso spettacolarizzate – e a formare quelle dei suoi ascoltatori. L’intento è quello di interrogare la miriade di modi in cui nei lavori di Jackson la soggettività è costruita attraverso l’esplorazione di aspetti quali le narrative riguardanti desiderio, cura, redenzione, rabbia, violenza, celebrità, il coinvolgimento con le politiche mondiali, la beneficenza, il corpo spettacolare in esibizione, la malattia e il suo impatto sulla performance, le tematiche della freakishness e del fantastico, la sfida alle costruzioni egemoniche di razza, mascolinità, sessualità e genere e altri ancora.
Si richiede espressamente che gli articoli siano incentrati sullo studio diretto della musica e del suono in rapporto con testo, immagine e danza. Alla base della ricerca è infatti l’idea che se la complessità, l’ambiguità e l’irriducibilità delle soggettività di Jackson sono state già ampiamente trattate dai mass media, pochissimi studi sono stati invece intrapresi allo scopo di comprendere tali fenomeni, e nessuno di questi ha preso in considerazione la musica in modo specifico. L’iniziativa in questione si propone dunque di colmare detta lacuna attraverso un’esame approfondito dell’input creativo di Jackson, con particolare riguardo al suono e alla musica. La deadline per la presentazione dei lavori è fissata per settembre 2010.