Dopo i fasti della partecipazione a Canzonatissima avete trovato ingaggi in Polinesia, ma per via del vulcano siete andati là in autourbus come il Barcelona: al netto dei problemi coi casellanti russi, le foto delle collane di fiori al vostro collo parlano di un successo. Quante copie ha venduto Ananab? (in Italia of course, se poi qualcuno lo ha preso dall’estero ditelo!)
Lorenzo: “Onestamente credo se ne siano venduti intorno ai 150 …siamo partiti bene vendendone 39 alla presentazione a roma il 24 aprile 2009…e poi mediamente si vendono uno o due “ananab” a concerto. Il nostro problema però é che spesso sul palco ci scordiamo di dire che ci sono i cd in vendita…. ogni artista ad un certo punto deve rendersi conto che in fondo la sua arte va “venduta”, ma noi siamo sempre stati bravissimi a non essere commerciali! in teoria siamo ganzi perchè non siamo commerciabili, ma poi in effetti il box84 è difficile da vendere. lo dovrebbe fare qualcun altro per noi, mentre noi facciamo gli ipocriti maledetti! ah ah ah!”
Ma lo sapete che con la penuria di posti fissi c’è gente che svenerebbe un parente per un ruolo d’ala destra nel calcio dilettante romano o quale friggitore di crepes ai vostri concerti, eppure voi vi lambiccate ancora con la musica indiependente? Cosa fa il box84 quando non è box84, tipo la mattina e il pomeriggio?
Giorgio: “è un disastro: io faccio andare su e giù i treni sulle nuove tratte ferroviarie per vedere se riesco a mandarli alla velocità della luce, così i business men possono cagare nella propria tazza del cesso a Roma e trovarsi in riunione a Milano dopo cinque minuti. Lorenzo ha due lauree che non sa come sfruttare. Così dopo le prime due ha deciso di smettere e ora prende mezzo stipendio normale e mezzo in nero, così se si fa male lo ripagano solo a metà”.
Joei: “io ho solo una laurea, sono un po’ più stupido, ma la uso per studiare le proteine e la loro interazione con non so cosa. Sai, lo scienziato pazzo”.
Giorgio: “e poi c’è Cicca. Ma non so cosa faccia.”
Si dice che Roma non sfondi nell’immaginario musicale continentale perché non è una metropoli, quanto un paesone governato da un vecchio tedesco fissato, uno con strane croci al collo e ora pure una ultras laziale da balaustra senza lista nè legge. Ma voi che state dentro l’osservatorio privilegiato di un box che più sporco e impossibile non si può, vi siete fatti un’idea del perché la Capitale non muove i capitali umani e finanziari necessari a cambiare le cose per chi suona/recita/produce, ovvero portando più gente della tanta che c’è in giro ad eventi come quelli che riguardano voi e chi sta come voi? Eppure è tanto caruccia e tutti ci vorrebbero abitare, nonostante quelle gondole…
Giorgio: “mi stai dicendo che è solo un problema di Roma? allora m’ammazzo… No, dai, non è un problema solo di Roma. In tutt’Italia si ascolta Ramazzotti, non si parla che della De Filippi, si adula Berlusconi. E’ come se con una grande siringa con scritto sopra TV ci avessero riempito di colla il cervello per vent’anni. E tutti quelli che ce l’hanno messa non hanno alcun interesse ad investire sugli sciogli-colla. E noi, modestamente, aspiriamo ad essere degli sciogli-colla di prim’ordine”.
Joei: “E’ un disastro pure questo. Ma perché ci vuoi far deprimere oggi?”
Corollario: perché ci sono locali su due piani che quando suonano due band a fine del primo act/atto la gente va su a fumare e poi non torna più giù manco fosse inghiottita dal triangolo delle bermude?
Giorgio: “avete scelto male il gruppo spalla? per far rimanere la gente devi richiamare la loro attenzione. Sciogliendo un po’ della loro colla cerebrale. Quando trovi il gruppo giusto (come i Mariposa l’altra sera) la gente ci si spiaccica davanti e non si schioda da lì. Certo non è facile…”
Lorenzo: “e basta con questa colla!”
L’origine grott-agricola dei vostri soprannomi (Daino Scostumato, Abbacchio da Latte, Manzo Verticale etc) si deve alla gloriosa tradizione del Canzoniere Popolare, dei Carnascialia e Piero Brega, dei riti della fertilità sui monti Simbruini con sacrificio di vergini?
Giorgio: “ehm, no.”
Joei: “Se ti chiami “Giuseppe Maulucci ” nessuno capisce chi sei. Il nome è come una targa automobilistica. Se invece sei “Vitello semplice” TUTTI capiscono che tipo di persona sei.”
Lorenzo: “Amiamo darci dei soprannomi continuamente diversi che hanno a che fare con la psicologia della persona e del personaggio. Perché il raporto fra di noi è fortemente psicologico.”
Vi va bene la dislocazione data dalla municipalità oppure un posto in cui si fa meno fatica a uscire con la macchina sarebbe stato d’uopo. Ovvero cosa vorreste essere se non foste quei campionatori di versi avicoli che siete?
Giorgio: “se non fossimo quello che siamo vorremmo essere quello che siamo al quadrato! nel senso che non vorremmo fare altro che campionare versi avicoli tutto il giorno! Ma la necessità di busca’ a fin’ do’ mese ce lo impedisce.”
Joei: “Giorgio vorrebbe essere il front man, ma Lorenzo glielo impedisce.”
Lorenzo: “vorremmo essere i governatori del mondo.”
A parte la cospirazione armata e lo split coi Gogol Bordello già annunciato dalla vostra nuova label la Universal, è plausibile che ascolteremo qualche vostro brano quale colonna sonora in una pubblicità di dolcificanti? Cosa state per fare?
Joei: “stiamo, ovviamente, lavorando al prossimo disco. Capisci che innovazione? Dobbiamo vendere ancora 200 copie del vecchio CD e già ne facciamo un’altro. Siamo dei missionari della musica contemporanea”.
Giorgio: “giusto. Gli altri gruppi lavorano sulla qualità. Nooo. Noi siamo in controtendenza e lavoriamo sulla quantità. Prima o poi ne uscirà uno buono per la Universal!”
Vale anche per voi la definizione di “Primitivi del futuro” che i Tre Allegri Ragazzi Molto Forti si sono dati da sé per sé per tre nell’anno della svolta reggae per alcuni, beat per altri? E voi che svolta avete, di che cosa vi fate, qual è la vostra pena, qual è il vostro problema?
Giorgio: “noi siamo da sempre innovator-popolari. Il futuro è nel nostro nome per definizione.”
Joei: “infatti eildentroeilfuorieilbox84 vuol dire futuro in suomi.”
Giorgio: “dopo la svolta pop-tedesco, quella amatriciana-core e quella hard-balcanik la prossima sarà sicuramente nel genere “Terapeutica/di facile ascolto” e riusciremo, finalmente, a vivere di musica.”
Cicca: “E sesso.”
Grazie.
Lorenzo: “Ti vogliamo bene!”
Lorenzo Lemme is a member of Eildentroeilfuorieilbox84, a folk-core band that is part of the underground Roman scene. Rocco, Davide and Riccardo interviewed him before the band’s live show at Chioggialab, on May the 23th.
Here it is a short abstract of the interview, and some tunes that we uploaded on our player.
Interviewers (I). Let’s start from Ananab, your new album…
Lorenzo (L). The album has been released in April amd we have just started promoting it. Perhaps one of its main feature is that Ananab sound is very close to our live one. It’s not a very simple thing to obtain. Thanks to Fabio Recchia, the album producer, we got it…

I. Your music has been often defined “nonsense”… but we can find a lot of sense in it… The lyrics are ironic and never banal… they’re really interesting!
L. We stake so much on lyrics and contents. We don’t want to be “heavy” in our way of expression. Our “nonsense” is not such. We have a lot of things to say, and in our lyrics there’s so much of what we are.
I. So irony for you is a way of expression…
L: It is so. Nonsense is part of our style, through which we try to avoid becoming “heavy”. In short, let’s say that we try to be funny “in the beginning”… but if someone wants to go deeper inside our music, he can find a lot of contents.
I. We saw that your music is released using Creative Commons.
L. Of course. We like the idea that anyone could burn our CD so that our music could spread more easily. We need our music to be known by as much people as possible… and the Creative Commons are clever licenses that can let us reach our goal. Furthermore, we don’t love the SIAE (the Italian agency that manages copyright). There’s too much bureaucracy, the system is a huge corporation, everything is so complicated. On the contrary, we would like that music diffusion could be as free as possible. So the Creative Commons are welcome…
I. We agree with you, and our previous interviews showed us that so many bands agree with you as well. It’s clear that every band tries to play live shows as often as possible, in order to make their music spread. The Creative Commons licenses help doing it, no doubt.
L. You see… three days ago, during another interview, we underlined that the use of a Creative Commons license to release our album made us become something more than a simply “self-producted” band. We became part of something bigger… let’s call it a big movement that is fighting for a free music in the web, without any “out-of-time” barrier.
UtopicMusic blog would like to say thanks to Eildentroeilfuorieilbox84, who gave us the possibility to publish their interview and broadcast some of their music in our web-player.
Furthermore, it’s a pleasure for the UtopicMusic staff to collaborate with the guys of Chioggialab (Rocco, Davide and Riccardo…), which is an open space where you can see fantastic live shows. Thanks to their kindness, we have been able to take some pictures of the band and publish a part of their interview.

The gig is over, some time has passed… but we like to tell something more about the recent past, so that these “little-big” happenings could leave some traces…
Ironic and creative music from Rome, Creative Commons licenses, open spaces where creativity can grow and spread…
We are waiting for you, on this blog, for some brand new adventures!
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Carlo Trevisan