Non siamo fatti di sola carne (siamo anche scaricabili on-line)

Scritto da vitell-one

Ebbene, è arrivato il momento.

Ultimamente ci avrete visto in gran forma al

Circolo degli Artisti di Roma

oppure all’

Ephebia Festival 2010

O ancora alla

Cantina Mediterraneo di Frosinone

E allora perché non portarci con voi PER SEMPRE?

O almeno per tutte le vacanze estive?

Noi non siamo fatti solo di carne e ossa ma anche di etere musicale inglobabile nel vostro lettore mp3.

Ebbene, da oggi il nostro ultimo disco

ANANAB è scaricabile gratuitamente da questo sito!

Segui questo link orribile

e scopri i piaceri del kilobyte!

Musica per sordi

Scritto da vitello semplice (per l'armonia celeste)

Musica per sordi.

un paradosso.

Assenza di un senso fondamentale colmata dalla nascita di un espressività che sviluppa un nuova sensibilità, che la riceve.

Una sensibilità spiccata per la danza che include le espressioni del corpo, del viso e le posizioni delle mani, i mudra, simboli che rivestono di sacralità il linguaggio.

La sensibilità diventa senso.


Grazie Coro Lis mani alzate, Grazie Ente Nazionale Sordi, Grazie Ephebia

Oggi ho scoperto 2 cose importanti: una bella e una brutta

Scritto da vitell-one

La prima (quella brutta e noiosa):

Manuel Castells mi ha insegnato che c’è un legame stretto fra cultura e economia. Dopo in crack finanziario lo Stato è intervenuto per salvaguardare le tasche di chi dal crack ci aveva guadagnato. E come lo ha fatto? Aumentando le tasse, imponendo l’austerità, tagliando le spese sociali. A questo punto la fiducia della gente comune nello Stato e nelle istituzioni economiche è calata paurosamente. L’effetto finale è che ognuno non si fida più di nessuno e cerca prima di tutto di salvare il proprio orticello e la propria famiglia, senza guardare oltre lo steccato di confine del proprio territorio: l’effetto finale sono la xenofobia e il razzismo.

La seconda (quella bella e divertente):

Considerato il periodo di austerità, xenofobia e razzismo sfrenato che stiamo attraversando ho trovato in rete dei consigli fantastici su come risparmiare un sacco di soldi, così da non doversela prendere con nessuno e vivere tutti in pace e armonia: TOGLIERE LA PUZZA DALLE SCARPE VECCHIE e RIACQUISTARE COSI’ LA FACOLTA’ DI DIRE SI’ AL SESSO OCCASIONALE. Già, avete presente quando da un certo tempo X in poi le vostre scarpe assumono uno stato di coscienza e decidono di voler vivere per sempre in quel puzzo infernale? Voi provate a lavarle col super-sapone (di cui vanno ghiotti i delfini), poi col super-sgrassatore (ah, i polpi ci sguazzano), poi fate fare un programma Sporco Impossibile alla vostra lavatrice (la bolletta e l’ambiente a questo punto ridono di gusto), ma niente, il puzzo assassino ritorna puntuale dopo la prima oretta passata nelle scarpe. E non potete avere più rapporti sociali oltre quelli, ormai logori, che avete con la vostra famiglia. A meno che non compriate un nuovo paio di scarpe.

Beh, ho scoperto che i responsabili tutto sono proprio loro: i BATTERI (quelli del Maulucci, vedi pagina ANANAB, traccia n. 8), la cui proliferazione rende qualsiasi lavaggio un palliativo.

NON BUTTATE LE SCARPE VECCHIE!

Ecco come si toglie il puzzo: procuratevi del bicarbonato da cucina e due vecchie calze di cotone (calzini). Sciogliete 5 cucchiaini di bicarbonato in un bicchiere d’acqua e immergetevi le calze per alcuni minuti, strizzatele e mettetele abbondantemente umide all’interno delle vostre schifosissime scarpe. Ora chiudete il tutto in un sacchetto o in una scatola nel modo più ermetico possibile.

Il bicarbonato di sodio in un ambiente acido come le vostre schifosissime scarpe sprigiona anidride carbonica che satura l’ambiente e fa sì che il livello di ossigeno cali. Ciò crea un vera e propria camera a gas per i microbi e i batteri aerobici che sono i responsabili della formazione dei cattivi odori (leggesi PUZZA) di cui sopra.

Lasciatele lì per tutta la notte (10-12 ore) e al mattino avrete un paio di scarpe nuove! Risparmierete denaro sonante e potrete lavorare di meno perché avrete bisogno di meno soldi! Potrete dormire con altre persone senza creare problemi, spogliarvi senza paura alcuna di fronte al vostro prossimo partner d’amore. Vi rendete conto delle potenzialità antirazziste di questa pratica?

Nuova consapevolezza diffusa

Scritto da vitell-one

Occorre protestare fermamente. E’ necessario.

Contro il Governo di Israele. Contro l’ONU che non condanna come dovrebbe.

Contro i Governi che se ne stanno in silenzio.

Perdete 2 minuti e leggete questo link. E COMINCIATE A PARLARNE COL VOSTRO COMPAGNO DI STANZA. Parlatene poi con tutti quelli che incontrate, spiegate.

Diffondiamo la consapevolezza.

Se chi abbiamo delegato a rappresentarci non risponde in modo netto e deciso, diamo NOI una risposta GLOBALE a ciò va bene.

Siamo NOI i padroni del MONDO. Dobbiamo pretendere che il MONDO sia come lo vogliamo.

Meglio un paracadutista?

Scritto da vitell-one

Fra i numerosi provvedimenti decisi dal governo per correggere i conti, me n’è saltato all’occhio uno in particolare (dal Corriere della Sera):

Chiudono enti che le finanze pubbliche non riescono più a supportare: gli istituti di ricerche Isae, Isfol (formazione e lavoro), Ispesl (prevenzione e sicurezza sul lavoro), Eim (Ente montagna), gli Istituti nazionali di Alta matematica, Astrofisica, Oceanografia, Geofisica, e un’altra quindicina di altri enti minori. Il personale viene ricollocato, mentre contrattisti a termine, consulenti e borsisti vanno a casa. I risparmi di questa soppressione finanzieranno le missioni di pace all’estero.

In soldoni: meglio un paracadutista in più che un morto sul lavoro in meno.

Oppure: meglio finanziare le uccisioni di una guerra assurda che prevenire le morti che un terremoto può causare.

Questo non è il mondo che voglio.

Il nostro prossimo disco

Scritto da vitell-one

[...] L’insegnamento principale da trarre, quindi, è che l’umanità dovrebbe prepararsi a vivere in un modo più “plastico” e nomade: cambiamenti locali o globali nell’ambiente possono imporre la necessità di trasformazioni sociali di dimensioni senza precedenti. Supponiamo che una gigantesca eruzione vulcanica renda inabitabile l’intera Islanda: dove potrà trasferirsi il popolo islandese? In quali condizioni? Dovrebbe aver diritto a un pezzo di terra o essere disperso in giro per il mondo? Cosa succederà se la Siberia del nord diventerà più abitabile e adatta all’agricoltura mentre vaste regioni subsahariane si trasformeranno in territori troppo aridi per ospitare la vita umana? Come si organizzerà lo scambio di popolazioni?


Quando in passato ci furono fenomeni analoghi, cambiamenti sociali avvennero in modo selvaggio e spontaneo, e furono accompagnati da violenza e distruzione: una prospettiva catastrofica nella realtà di oggi, quando tutti i paesi hanno accesso ad armi di distruzione di massa. Una cosa è chiara: la sovranità nazionale dovrà essere radicalmente ridefinita e bisognerà inventare nuovi livelli di cooperazione globale. E che dire degli immensi cambiamenti nell’economia e nei consumi dovuti alle nuove condizioni meteorologiche o alla penuria di acqua e di risorse energetiche? Attraverso quali processi decisionali saranno governati questi cambiamenti? E qui che dovremmo tornare ai quattro momenti di quella che Alain Badiou chiama “l’Idea eterna” della giustizia rivoluzionaria-egualitaria. Ecco cosa serve.


- Una rigorosa giustizia egualitaria: tutti dovrebbero pagare lo stesso prezzo in termini di rinunce, cioè bisognerebbe imporre in tutto il mondo le stesse norme di consumo energetico pro capite, emissioni di CO2 eccetera. Non si dovrebbe consentire ai paesi sviluppati di avvelenare l’ambiente al ritmo attuale, accusando i paesi in via di sviluppo, dal Brasile alla Cina, di rovinare il nostro ambiente condiviso con la loro rapida crescita.

- Il terrore: punire senza pietà tutti coloro che violano le misure protettive imposte a tutti, anche con severe limitazioni delle “libertà” liberali e attraverso il controllo tecnologico dei potenziali trasgressori.

- Il volontarismo: l’unico modo per affrontare la minaccia di catastrofe ecologica è ricorrere a decisioni collettive su larga scala che contrastino la “spontanea” logica immanente dello sviluppo capitalistico. Fu già Walter Benjamin a sottolineare, nelle sue Tesi sul concetto di storia, che oggi il compito di una rivoluzione non è di aiutare la tendenza o la necessità storica a realizzare se stessa, ma di “fermare il treno” della storia che corre verso il precipizio della catastrofe globale: un’intuizione che acquista nuovo rilievo nella prospettiva di una catastrofe ecologica.

- E infine, last but not least, a tutto questo bisogna aggiungere la fiducia nelle persone: la scommessa che in grande maggioranza appoggeranno queste misure severe, le faranno proprie e saranno pronte a farle rispettare. Non bisognerebbe aver paura di sostenere, fondendo terrore e fiducia nelle persone, la riattivazione di una delle figure di ogni terrore rivoluzionario-egualitario, “l’informatore” che denuncia i colpevoli alle autorità (già nel caso dello scandalo Enron, la rivista “Time” fece bene a celebrare come veri eroi gli insider che hanno smascherato le autorità finanziarie).

Un tempo, lo chiamavamo comunismo.

Slavoj Žižek, Internazionale 844 | 30 apr / 6 maggio 2010