La società delle bestie: la (mente) scimmia

Scritto da vitello semplice (per l'armonia celeste)

“La mente è tranquillità; significa pace e armonia. Cosa c’è che non va nella mente? Non c’è nulla che non vada. Quello che invece non va è che per molti anni abbiamo dato alla nostra mente l’opportunità, il contesto, le circostanze, per diventare una mente scimmia. Mente scimmia significa una mente che si estroverte sempre, in molte direzioni, sempre a caccia di cose divertenti ed eccitanti. Se lasciamo sempre che la mente se ne vada per conto suo, alla fine, prima ancora di accorgercene, ci troviamo ad andare in una direzione diversa da quella che credevamo [...]. Ecco perché dobbiamo fare attenzione alla mente. [...]
Quante volte, nella nostra vita, abbiamo sentimenti di felicità e di infelicità, di favore e contrarietà, di successo e fallimento? Infinite volte. E però siamo vivi. In altre parole, la nostra vita è semplicemente un perpetuarsi del vivere, tutto qui, un costante ‘essere in vita’. Ecco perché ognuno di noi può sopravvivere, a prescindere da cosa accade. È uno sforzo da parte nostra che ci rende possibile restare in vita per venti o quarant’anni? No. È il nostro giudizio? No. A rigor di termini, è semplicemente il perpetuarsi del divenire tutt’uno con il processo del vivere, nient’altro. Questa è l’essenza del vivere. La verità del vivere è semplicemente vivere. È una pratica molto semplice. [...]
Perché creiamo le circostanze che incoraggiano la mente a diventare una mente scimmia? In realtà, non c’è motivo; è ciò che chiamiamo ignoranza. Ma se dico che è l’ignoranza a confondere la mente, immediatamente cerchiamo di trovare l’ignoranza. [...] Per quanto ci sforziamo di trovare l’ignoranza in questi termini, non ci riusciamo. L’ignoranza è qualcosa di cui possiamo cogliere il gusto attraverso la verità che vivere è semplicemente vivere. [...]
Chi è che è vivo momento per momento? Se non comprendiamo questo creiamo una grande frattura. Qualunque cosa pensiamo, lasciamola andare. Allora cosa resta? Non c’è altro da fare che tenere la bocca chiusa e farlo. Allora vedremo molte cose in una prospettiva ampia e universale. Questa è la verità che vivere è semplicemente vivere. Con gran naturalezza, l’insegnamento viene dalla nostra vita”

da “Ritorno al silenzio” di Dainin Katagiri

non sai che siamo delle bestie

Il nostro prossimo disco

Scritto da vitell-one

[...] L’insegnamento principale da trarre, quindi, è che l’umanità dovrebbe prepararsi a vivere in un modo più “plastico” e nomade: cambiamenti locali o globali nell’ambiente possono imporre la necessità di trasformazioni sociali di dimensioni senza precedenti. Supponiamo che una gigantesca eruzione vulcanica renda inabitabile l’intera Islanda: dove potrà trasferirsi il popolo islandese? In quali condizioni? Dovrebbe aver diritto a un pezzo di terra o essere disperso in giro per il mondo? Cosa succederà se la Siberia del nord diventerà più abitabile e adatta all’agricoltura mentre vaste regioni subsahariane si trasformeranno in territori troppo aridi per ospitare la vita umana? Come si organizzerà lo scambio di popolazioni?


Quando in passato ci furono fenomeni analoghi, cambiamenti sociali avvennero in modo selvaggio e spontaneo, e furono accompagnati da violenza e distruzione: una prospettiva catastrofica nella realtà di oggi, quando tutti i paesi hanno accesso ad armi di distruzione di massa. Una cosa è chiara: la sovranità nazionale dovrà essere radicalmente ridefinita e bisognerà inventare nuovi livelli di cooperazione globale. E che dire degli immensi cambiamenti nell’economia e nei consumi dovuti alle nuove condizioni meteorologiche o alla penuria di acqua e di risorse energetiche? Attraverso quali processi decisionali saranno governati questi cambiamenti? E qui che dovremmo tornare ai quattro momenti di quella che Alain Badiou chiama “l’Idea eterna” della giustizia rivoluzionaria-egualitaria. Ecco cosa serve.


- Una rigorosa giustizia egualitaria: tutti dovrebbero pagare lo stesso prezzo in termini di rinunce, cioè bisognerebbe imporre in tutto il mondo le stesse norme di consumo energetico pro capite, emissioni di CO2 eccetera. Non si dovrebbe consentire ai paesi sviluppati di avvelenare l’ambiente al ritmo attuale, accusando i paesi in via di sviluppo, dal Brasile alla Cina, di rovinare il nostro ambiente condiviso con la loro rapida crescita.

- Il terrore: punire senza pietà tutti coloro che violano le misure protettive imposte a tutti, anche con severe limitazioni delle “libertà” liberali e attraverso il controllo tecnologico dei potenziali trasgressori.

- Il volontarismo: l’unico modo per affrontare la minaccia di catastrofe ecologica è ricorrere a decisioni collettive su larga scala che contrastino la “spontanea” logica immanente dello sviluppo capitalistico. Fu già Walter Benjamin a sottolineare, nelle sue Tesi sul concetto di storia, che oggi il compito di una rivoluzione non è di aiutare la tendenza o la necessità storica a realizzare se stessa, ma di “fermare il treno” della storia che corre verso il precipizio della catastrofe globale: un’intuizione che acquista nuovo rilievo nella prospettiva di una catastrofe ecologica.

- E infine, last but not least, a tutto questo bisogna aggiungere la fiducia nelle persone: la scommessa che in grande maggioranza appoggeranno queste misure severe, le faranno proprie e saranno pronte a farle rispettare. Non bisognerebbe aver paura di sostenere, fondendo terrore e fiducia nelle persone, la riattivazione di una delle figure di ogni terrore rivoluzionario-egualitario, “l’informatore” che denuncia i colpevoli alle autorità (già nel caso dello scandalo Enron, la rivista “Time” fece bene a celebrare come veri eroi gli insider che hanno smascherato le autorità finanziarie).

Un tempo, lo chiamavamo comunismo.

Slavoj Žižek, Internazionale 844 | 30 apr / 6 maggio 2010

Simpaticissimo

Scritto da other-easy

Ciao, sono un nuovo utente di questo simpaticissimo blog.

Mi chiamo Other.

osvaldo

Volevo fare una domanda:

Perché in Italia, oggi, le Star della Cultura sono ancora tutte americane?

inconfondibile

Scritto da vitello semplice (per l'armonia celeste)

che dire..

nuova recensione

5_H4-6970434

la società delle bestie: l’asino e gli anti-sogni

Scritto da vitello semplice (per l'armonia celeste)

C’era una volta un asino che era solito ascoltare i grilli. Ascolta oggi, ascolta domani, arrivò a pensare: «Come sarebbe bello se riuscissi a cantare come loro!». Così chiese agli altri animali quale fosse il segreto dei grilli e gli fu detto che i grilli bevevano la rugiada. Così per molti giorni ogni mattina andò in giro a sorbire la rugiada dall’erba. Finché un giorno, pensando di essere pronto, aprì la bocca per cantare; ma, ahimè, quel che ne uscì fu ancora un raglio d’asino.

(Achaan Chah)

asino

noi domani si va via

Scritto da vitello semplice (per l'armonia celeste)

venite?

27 AGOSTO   BLUE DAHLIA Marina di Gioiosa Ionica (RC)

29 AGOSTO   LIDO HORCINUS ORCA Messina (ME)

30 AGOSTO   VAL D’AGRO’ MUSIC FEST Santa Teresa di Riva  (ME)

L’ oca ndine

oca